Quello che manca ai politici

 

Ieri sera sono andata alla presentazione di una lista che si candiderà per il mio comune. Era la mia prima volta. E come per molte prime volte le aspettative non si sono tramutate in realtà. Ero abbastanza svogliata e anche un po’ pentita della promessa, fatta ad un amico candidato, di esserci. Quello che mi sono portata a casa, invece, è molto di più delle prerogative che mi hanno accompagnata quando sono entrata in quella saletta piena di visi a metà tra lo stanco e il curioso. Nell’ottica che un politico, a qualsiasi livello, debba vendersi, tendo ad essere sempre un po’ prevenuta e di conseguenza anche molto critica. Sarei una bugiarda se dicessi che tutto ciò che ho ascoltato ieri sera mi è piaciuto. Però, inaspettatamente, c’è una cosa che mi ha molto colpita ed entusiasmata: la passione.

C’è una netta differenza tra chi fa politica senza crederci e chi invece pensa davvero di migliorare le cose. E questa differenza la si percepisce quando si ascolta un candidato parlare. Sapete qual è la differenza? La capacità di sognare. Come in ogni lato della vita chi riesce a sognare, tenendo i piedi ben piantati per terra, vince. Ed in questo senso queste persone che usano una parte del loro tempo libero per il bene di tutti, vincono, al di là di come andranno le votazioni. Vincono innanzitutto perché ci mettono la faccia, esponendosi a moltissime critiche e alle volte anche a delle accuse. Vincono perché non fanno solo promesse, ma cercano di far combaciare la loro visione di una città migliore con i mezzi, e i soldi, che la città ha a disposizione. Vincono, infine, perché superano i loro limiti, ad esempio sforzandosi di fare un discorso in pubblico anche se sono timidi, oppure evitando la critica – a qualsiasi costo – al lavoro del partito avversario (che sembra andare tanto di moda ultimamente).

Sono queste le persone che mi piacerebbe vedere ai vertici del nostro paese. Ed è la passione che ho visto ieri sera che, in certi casi, manca ai politici a più alti livelli.

Per concludere vorrei dire questo: andate a votare! Fatelo sempre, fatelo ragionando con la vostra testa, fatelo anche se non c’è nessuno che vi piace particolarmente e vi tocca optare per ‘il meno peggio’.

Fatelo perché non sempre nella storia e non tutti nel mondo hanno questo diritto, e noi invece lo abbiamo.

Leggete, ascoltate e criticate. Parlatene con gli amici e scoprite come a tavola possono nascere dei bellissimi spunti di riflessione (e anche discussioni accesissime).

Aveva ragione Aristotele quando diceva che l’uomo è un animale politico. E l’unico vero errore che possiamo fare non è sbagliare a votare, ma non farlo. Perché non prendersi questa responsabilità è un po’ come non partecipare ad una festa perché si ha paura di ballare male.

 

Grazie ad A., che mi ha invitata alla presentazione 😉

 

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