Adele | la costruzione di un amore

Gennaio 1952.

C’erano un mucchio di sensazioni che le facevano pensare che Alberto fosse l’uomo della sua vita. Fin dal primo momento, quando lui l’aveva corteggiata in un modo originale diverso da tutti gli altri. La timidezza di lui si contrapponeva al vulcano che era lei. Adele era logorroica, Alberto sapeva ascoltare. Lui era un lupo solitario, lei era molto dolce. Erano perfetti. Lo erano agli occhi di tutti. In realtà, però, come succede sempre quando una cosa la vivi anziché osservarla da fuori, ne conosci molto bene i punti deboli. Adele aveva dei dubbi. Come faceva ad essere sicura che Alberto fosse l’uomo giusto per lei? Che lo sarebbe stato per tutta la loro vita? Avevano deciso di sposarsi nella primavera di quello stesso anno. Ovviamente Alberto le aveva fatto la proposta a modo suo, senza molto romanticismo e senza un anello. Lui odiava spettacolarizzare le cose, aveva la necessità di sapere che né un diamante né una scenetta avrebbero modificato di una virgola la volontà di lei di sposarlo. Lei amava questa sua cocciuta rettitudine. Ma delle volte pensava che fosse troppo ostinato, poco flessibile. Non poteva fare a meno di chiedersi se esistesse qualcuno di più giusto per lei. Se ci fosse un uomo capace di farle una proposta di matrimonio come lei avrebbe voluto. Oppure capace, più di Alberto, di stare bene assieme a lei. A volte loro due non si sopportavano perché avevano due modi di fare molto diversi. Ed era proprio in questi momenti che Adele sentiva che Alberto, nonostante tutto, fosse l’uomo sbagliato per lei…

Maggio 2016.

Adele guardò fuori dalla finestra, due giovani si baciavano all’angolo della via. In un modo un po’ spudorato rispetto a come si usava ai tempi in cui era stata giovane lei. Provò invidia. Avrebbe voluto portare indietro l’orologio. Poter rivivere gli anni belli della sua vita. L’emozione per la nascita dei nipoti, quel Natale in cui suo marito si era travestito da Santa Claus e si era fatto scoprire da tutti perché la barba bianca si era staccata, il loro viaggio di nozze. Ripensando ad alcuni momenti della sua vita non poteva fare a meno di sorridere. Lei e suo marito si erano amati tanto. Come solo chi sceglie ogni giorno di amarsi riesce. Quando era giovane aveva pensato che l’amore fosse questione di sentimento, di cuore. Aveva scoperto invece che questa è una grandissima bugia, e che quasi tutti ci cascano. Se il suo amore si fosse basato solo sul sentire, avrebbe lasciato definitivamente suo marito almeno un centinaio di volte durante i loro 64 anni di matrimonio. L’amore invece è una scelta ben precisa. Non si trova per caso l’altra metà della mela: lo si diventa. Alberto aveva dovuto cedere -qualche volta-  al romanticismo, lo aveva fatto perché piaceva a sua moglie. Le aveva comperato un anello di fidanzamento a sorpresa dopo tre anni e mezzo di matrimonio. Lei invece aveva imparato a rispettare i tempi e i silenzi di lui. A non incaponirsi quando Alberto aveva bisogno di rimanere solo con se stesso. Avevano imparato assieme a rispettare la libertà dell’altro, ad essere prima individui e poi coppia. Avevano discusso e si erano mandati a quel paese un sacco di volte, ma si erano impegnati a fare pace ogni sera. Non che questo fosse stata una cosa facile, solo che avevano capito che mentre i motivi di litigio se ne vanno e col tempo diventano di poca importanza, invece il rancore scava dentro all’anima un distacco immenso se non lo fermi prima. Adele abbassò lo sguardo sulle palline di foglio stropicciate attorno a lei, erano sei. Come suo solito aveva usato troppe parole e troppe frasi per dire un concetto semplice: l’amore non si sente. Si costruisce. Avrebbe voluto che il discorso che avrebbe pronunciato l’indomani potesse essere d’ispirazione per tutti i giovani presenti. Al funerale di Alberto sarebbero venuti tutti i suoi ex alunni. E Adele voleva che il loro amore potesse generare qualcosa di bello anche in loro. Alberto avrebbe sorriso a questa sua voglia di cambiare il mondo attraverso le parole di una storia. E lei di sicuro -come era successo mille volte- si sarebbe risentita dell’ironia del marito. E infine, come sempre, Adele gli avrebbe dimostrato che un racconto -se ben scritto- può far nascere un germoglio in chi lo ascolta. Adele prese un foglio nuovo, ricominciò da capo a scrivere il testo mentre una lacrima le rigava il viso.

Annunci

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Franci ha detto:

    Commovente… e sempre bravissima a giocare con le parole!

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie di cuore Franci!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...