Arianna | esseri cuoredotati

∼ Premessa ∼

Lunghi capelli biondi, viso leggermente truccato, giacca di pelle e una sedia a rotelle: lei. E poi c’era il mio velato imbarazzo, quello di non sapere se piegare le gambe, abbassandomi, per stringerle la mano quando ci siamo presentate. Se aiutarla ad aprire la porta o lasciar fare lei. Oppure l’imbarazzo riguardo alle domande da porle sulla difficoltà dell’essere disabile.

Mi sentivo impacciata. Imbranata nella mia scarsa conoscenza del mondo della disabilità, e quindi un po’ a disagio. Per questo motivo ho deciso di iniziare proprio da questa personale difficoltà, chiedendole quali siano i gesti da non fare e le cose da non dire quando si ha a che fare con una persona disabile.

Arianna è tante cose, è una campionessa di nuoto, reduce dalle Paralimpiadi di Rio de Janeiro, è una studentessa della facoltà di psicologia, è una disabile impossibilitata a camminare per una malattia ereditaria; ma anche una giovane donna appena andata a convivere con il suo ragazzo e un’appassionata di moda amante dei tacchi alti:

“A me i tacchi non fanno venir male ai piedi, perché quando li metto – ovviamente – sono sempre seduta sulla sedie a rotelle!”

Arianna parla con una schiettezza che è disarmante. E forse proprio per questo motivo, fin dal primo approccio che si ha con lei, permette alle persone di sentirsi a proprio agio. Lei è convinta che la barriera più grande sia quella della non-conoscenza. Quella che riguarda, da un lato i disabili che fanno fatica ad immedesimarsi negli altri e si comportano con ostilità. E, dall’altro, tutte le persone che hanno difficoltà nel confrontarsi con la diversità, qualunque essa sia. Secondo Arianna tutto questo è questione di abitudine, ma anche di educazione:

“Andando all’estero per le mie gare ho visto che ci sono alcune società sportive che avvicinano i bambini delle scuole al mondo disabile: durante le gare ai bimbi viene affidato il compito di fare da staff agli atleti disabili. E allora vedi piccoletti di sei o sette anni che tengono strette due braccia e una gamba, che sono le protesi degli atleti che stanno gareggiando. È una scena meravigliosa, perché questi bimbi diventeranno grandi liberi di quell’imbarazzo, nell’approccio alla disabilità, tipico di tanti adulti.”

Quando si conosce una persona come Arianna la prima cosa che si impara è anche quella che dovrebbe essere la più ovvia: la disabilità non definisce Arianna, la disabilità è solo una sua caratteristica. Questo non è scontato, non lo è perché la sedia a rotelle visivamente ha un impatto molto forte, e Arianna lo sa bene. Quando era adolescente ci ha fatto i conti con questa cosa: in quegli anni era difficile sentirsi normale. L’adolescenza è l’età in cui più di ogni altra cosa si ha bisogno di sentirsi accettati, parte del gruppo. E’ un processo naturale dell’evoluzione, e se sei sulla sedia a rotelle tutto questo è ancor più difficile. Arianna era un’adolescente chiusa, ‘antipatica’ dice lei. Arianna aveva alzato un muro tra lei e le altre persone, quel muro serviva per nascondere la propria sofferenza nel sentirsi LA diversa, ma anche a proteggersi da un eventuale rifiuto da parte dei coetanei.

Come succede a volte, però, il destino e la fortuna si sono messi di mezzo, facendole conoscere un bravo allenatore e un talento inaspettato: il nuoto. L’allenatore bravo ha spinto perché Arianna iniziasse una terapia con una psicologa che le permettesse di accettarsi per davvero; invece lo sport, nello specifico la fatica degli allenamenti quotidiani, ha fatto il resto: ha trasformato Arianna, permettendole di diventare la donna grintosa e aperta che lei è ora!

Arianna è bella, e la sua bellezza sembra in contrasto con la disabilità.

“Una volta una signora mi ha preso a male parole perché stavo mettendo la macchina nel parcheggio riservato ai disabili, mi ha visto giovane e carina e non credeva che io fossi una persona con il diritto di parcheggiare lì…”

Anche questo fa parte di quegli schemi mentali a cui non siamo ancora abituati. Bellezza e disabilità appaiono come una cosa distante, che mal si associa. Esattamente come il pensare che il ragazzo di Arianna si sia innamorato di lei a prima vista, senza provare paure o imbarazzo. La domanda che sorge spontanea è quella di chiedere se lui sia normodotato o meno. Io sostituirei questo termine con un altro, userei la parola cuoredotato. Perché mi piace di più, e perché alla fine sintetizza tutto ciò che bisogna dire di questa bellissima storia: l’amore, per una persona, per uno sport o per una qualsiasi altra passione, ci permette di superare i limiti, anche quelli che sembrano impossibili.

Ecco, per rispondere alla mia domanda iniziale, Arianna mi ha spiegato che l’autenticità è la cosa migliore. Lei preferisce sempre le persone che le chiedono apertamente perché è sulla sedia a rotelle, piuttosto di quelli che la guardano incuriositi, di nascosto, quando lei è girata, oppure quelli che la chiamano ‘poverina’, dandole una pacca compassionevole sulla spalla.

Concludo, dicendo che l’essere autentici, o cuoredotati, è sempre la scelta migliore. Perché quando lo siamo, quando non nascondiamo il nostro imbarazzo dietro ad una falsa sicurezza, doniamo anche agli altri la possibilità di essere se stessi. E questo crea un circolo virtuoso capace di infrangere quelle barriere che sono anche peggio delle barriere architettoniche: le barriere tra le persone!

∼ ∼ ∼

L’allenatore di Arianna, che si chiama Massimiliano Tosin, fa parte della società sportiva POLHA VARESE. Questo è l’indirizzo email per contattarli: info@polhavarese.org
Invece la  psicologa che ha aiutato Arianna durante gli anni dell’adolescenza è la Dott.ssa Fantoni del Centro Elpis di Ispra (VA). Questo è il sito del centro: www.centroelpis.it (apri→)

∼ ∼ ∼

Il meraviglioso primo piano è di un fotografo molto bravo che si chiama Michelangelo Gratton. Potete seguire il suo lavoro cliccando qui: Ability Channel (apri→)

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6 commenti Aggiungi il tuo

  1. vanna ha detto:

    Che stupenda ragazza!! Brave tutte e due🎇🎇

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie di cuore!!

  2. antonio ha detto:

    Che meraviglia!!

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie Antonio!!

  3. Roby ha detto:

    Arianna è una pietra preziosa, per il nuoto e per la vita. Tu Carola sai far brillare le pietre preziose…

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie mille Roby!

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