Omi | la rinascita

Gennaio 2017

Ho conosciuto Omi grazie ad una serie di coincidenze che si sono susseguite in un modo abbastanza sorprendente. Omi viene dalla California, ha abitato una settimana nella stessa affollata casa dove sto vivendo io, a Londra.

La prima sera che l’ho conosciuta mi è stata un po’ antipatica, e non mi sarei mai immaginata che le sere (e notti) successive, invece, le avrei passate in cucina a parlare e ridere con lei, con sua sorella minore, e con gli altri miei coinquilini. Le nostre chiacchierate erano fatte di scambio e di scontro, di cultura e di idee, abbiamo parlato di Trump e della Brexit, delle abitudini alimentari dei nostri paesi di origine, abbiamo bevuto vino italiano e provato ad imitare gli slang dei diversi stati americani.

Tra le risate e le personali idee politiche ci siamo raccontate anche aneddoti sulle nostre vite.

Nonostante Omi viva vicino a Los Angeles, la sua realta’ familiare e’ piu’ affine ad una subcultura dell’America Latina che si chiama machismo. Io non sapevo cosa significasse questa parola, me l’ha spiegata Omi. La figura principale del machismo e’ rappresentata dal capo famiglia, ruolo che nella famiglia di Omi appartiene al suo patrigno (attuale marito di sua mamma), mi ha raccontato di come le donne si debbano occupare in maniera esclusiva delle faccende domestiche. Gli uomini, in casa, non alzano un dito, nemmeno per cose apparentemente scontate come preparasi uno spuntino da se’…

E’ quasi inutile sottolineare come questo racconto abbia generato una serie di domande e obiezioni riguardanti il ruolo della donna ed i risvolti maschilisti del machismo; obiezioni che poi sono sfociate in un’animata discussione.

Omi dopo, pero’, ha aggiunto un altro pezzo di racconto, che in qualche modo cambia, e di molto, la prospettiva.

Il precedente marito di sua mamma, il padre di Omi, e’ un uomo molto diverso dal suo patrigno, e’ originario di New York e non del Messico, prima di divorziare con la mamma di Omi lui cucinava e si suddivideva le faccende domestiche con la moglie. Questo, pero’, non dice nulla sul tipo di padre e marito che e’ stato. Infatti, a differenza del patrigno di Omi che é un uomo molto dolce, il padre di Omi e’ stato un genitore iracondo e violento, che non perdeva occasione per insultare verbalmente i figli…

∼∼∼

Febbraio 2017

Io ed Omi ci siamo ritrovate dopo un mese, durante il quale lei con la sorella ha visitato mezza Europa.
Era domenica e a Londra c’era il sole. Abbiamo fatto un brunch e poi passeggiato assieme nel parco. Il giorno successivo Omi sarebbe tornata a casa, negli Stati Uniti.
Io le ho raccontato del mio piccolo blog, della mia idea che le storie condivise acquistino una potenza incredibile perche’ hanno la capacita’ di collegare le persone, e farle sentire meno sole.

Le ho chiesto se le facesse piacere diventare una delle protagoniste. Avrei voluto chiederle, e scrivere, una sorta di confronto da donna a donna sui motivi che spingono una mamma con quattro figli a stare con un uomo machista. Avrei voluto parlare con lei del femminismo e del senso dell’emancipazione delle donne, invece le cose sono andate diversamente.

Omi indossava un paio di occhiali da sole, camminandole a fianco scorgevo solo un piccolo angolo dei suoi occhi, sapevo che non avrebbe lasciato trasparire nessuna emozione. Omi e’ come quelle conchiglie che contengono una perla preziosa, ecco la sua, ecco quello che mi ha raccontato:

Omi e’cresciuta con un papa’ che insultava e picchiava i figli, i maschi. E molestava sessualemnte la figlia, Omi. E’ cresciuta sentendosi dire dalla sua mamma che il papa’ la molestava perche’ la sua gonna era troppo corta. Lei aveva 9 anni, e ancora non sapeva che sia a 9 di anni sia a 25 la lunghezza della gonna non e’ MAI una giustificazione accettabile. Omi mi ha raccontato, quasi con vergogna, che una volta ha visto il suo papa’ picchiare la sua mamma che era incinta della sorellina, e che quella volta lei, ancora bambina, avrebbe voluto uccidere il suo papa’ per proteggere la mamma e il pancione. Questa infanzia ha segnato Omi indelebilmente, ed indelebili sulla pelle delle sue braccia e delle sue gambe sono anche le cicatrici dei tagli, quelli che Omi si procurava per provare ad alleviare la sofferenza immensa che stava vivendo.

Quando leggo o ascolto storie cosi’, la prima tentazione e’ quella di giudicare gli adulti che non hanno preservato e vigilato su quella parte delicata di vita che e’ l’infanzia. Ho deciso, pero’, di limitarmi a raccontarvi i fatti, cosi’ come sono avvenuti.

Ho chiesto ad Omi se fosse, ora, una persona felice, perche’ a dire la verita’ lei mi ha dato questa impressione. Omi mi ha risposto con un sorriso triste, che lei è una persona in grado di mascherare molto bene le sue sofferenze. Poi, pero’, ha aggiunto una cosa che rende questa storia piena di speranza. Mi ha detto che ci sono delle cose che, nonostante tutto, le danno gioia.

La prima cosa in assoluto e’ la sua ‘sorellina’, una diciassettenne molto in gamba – che in quel momento gironzolava per il parco fotografando le luci meravigliose create dal sole che tramontava-.

Omi mi ha raccontato che sua sorella non sa nulla di cio’ che lei ha subito, perche’ e’ nata quando i genitori erano gia’ separati ed Omi tutt’ora non vuole ‘rubarle’ la spensieratezza con cui sua sorella affronta la vita, raccontandoglielo.

Omi e’ una maestra di scuola, mi sono immaginata che sia una di quelle maestre severe, che fa poche moine. Quelle maestre di cui hai un leggerevo timore per via della loro autorevolezza, ma che alla fine sono le migliori insegnanti di sempre, quelle di cui ti ricordi per tutta la vita.

Omi sogna una casetta in camapagna perche’ una delle cose che le piace di piu’ e’ rilassarsi in un posto pieno di pace con un libro scritto bene o un bel film.

Omi sogna anche di poter adottare un bimbo.

Omi mi ha raccontato che una delle cose le ha permesso giorno dopo giorno di stare meglio, di ricominciare a sorridere e sognare, e’ stato confidarsi con il pastore della chiesa che frequenta.

Ecco, questo e’ il secondo punto di questa storia che vorrei sottolineare: se si trova la forza per uscire dal proprio guscio di sofferenza e di cercare qualcuno che ti ascolti e ti consoli, se si cerca bene il bene, lo si trova, sempre. Esiste una strada per tornare ad essere felici, magari non del tutto e magari non subito, ma ci saranno nuovi momenti di gioia, qualisasi sia stato il dolore provato. Questo e’ il miracolo della vita, o meglio, e’ il miracolo della rinascita.

Omi, you are wonderful, girl ❤

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. vittoria ha detto:

    Sei tornata finalmente!! Meravigliosa e delicata come sempre😚

    1. Carola A. ha detto:

      grazie di cuore Vittoria!

  2. Anonimo ha detto:

    “…..Questo e’ il miracolo della vita, o meglio, e’ il miracolo della rinascita…..”

    Grande Carola:….molto “pasquale”!

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie Bietto 🙂 A presto!

  3. Bietto ha detto:

    ….Non avevo firmato…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...