La mia Guatemala

Il mio viaggio in Guatemala è stato tre cose: la natura selvaggia, l’affascinante cultura del popolo indigeno maya che si è mescolata con la cultura europea e africana a seguito della colonizzazione, e poi, l’indagine, invisibile ma inevitabile, dentro me stessa.

Ammetto che per la prima volta mi sento un po’ in difficoltà a raccontare schiettamente tutto ciò che ho vissuto, non tanto per la lunghezza del testo che ne nascerebbe, ma per un pizzico di gelosia che provo nei confronti del mondo che ho conosciuto. Ho la sensazione che ci siano delle cose troppo delicate, o forse troppo grandi, per essere riportate in un racconto breve.

~

 

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Sono partita per questa terra non nota al turismo di massa, da sola. O meglio, con un gruppo di persone che non conoscevo prima. Ho portato con me un po’ di incoscienza di ragazza, un cappello di paglia molto grazioso e la fifa che deriva dal mistero, cioe’ nel non avere la più pallida idea di cosa potrebbe succedere.

Alla fine, sono tornata con addosso una luce bella sul viso, una maglietta puzzolente perchè avevo finito gli indumenti puliti, e con tanta -tantissima- ammirazione per le storie e le persone che ho conosciuto.

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La prima di queste storie riguarda coloro che ci hanno guidato in Guatemala.

C’è l’ideatore e pioniere, una liana tra le culture, lui è un ragazzo italiano che da 5 anni vive sulle rive del lago Atitlàn, Alessandro.

C’è il saggio, Miguel, un omone buono che combatte coraggiosamente perchè il suo popolo smetta di subire soprusi.

Il loro progetto è quello di portare le persone a conoscere la cultura del Guatemala in modo autentico ed etico, slegandosi dal concetto occidentale di beneficenza, a favore di quello più nobile – e giusto – di scambio reciproco tra le persone.

E’ per questa idea semplice ma rivoluzionaria che io ho avuto la possibilità di vivere un viaggio M E R A V I G L I O S O. Ve ne dono un assaggio, estratto dai miei appunti giornalieri con la speranza che il mio testo infonda in voi un pezzo del sorriso colorato che il Guatemala ha saputo regalare a me.

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# giorno 1

Grazie Guatemala per i colori vivaci dei tuoi edifici, anche di quelli poveri e consumati. Osservandoli, poco dopo essere atterrata, ho provato una sensazione di gioia che mi ha aiutata a superare la tensione dell’arrivo.

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# giorno 2

Grazie al gesto arrogante di un turista americano – di cui non conosco il nome.

Lui si è piazzato davanti ad una vecchia signora intenta a cucire e vendere i suoi prodotti sulla scalinata di una chiesa. Lo ha fatto per scattarle un foto in primo piano, lo ha fatto senza chiederle il permesso, in modo prepotente. Grazie perchè questo gesto ha scaturito in me tante domande ed un pizzico di rabbia verso coloro, me compresa, che delle volte trattano altri esseri umani come pezzi da esposizione.

Grazie perché l’autocritica ci rende esseri migliori.

 

# giorno 3

Grazie ai giovani che ho conosciuto in Guatemala.

La cosa che mi è piaciuta più di tutte è stata la loro forza. La loro voglia di riscatto sociale e la loro inventiva. Sono geniali nelle loro idee di progresso, in qualunque campo si interessino si impegnano per migliorarsi rispetto alla generazione dei loro genitori. Sono dei lottatori. Come Diego, un mio coetaneo che lavora nel laboratorio tessile di famiglia. Diego, quando ci ha spiegato i tessuti meravigliosi che loro creano, aveva negli occhi una luce che brillava. Una luce che quando la guardi, emoziona.

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# giorno 4

Grazie ai Tuleros. Dei veri fighi. Loro combattono da più di cinquant’anni contro tutti e tutto per proteggere le piante di tul che crescono sulle rive del lago Atitlàn. Queste piante assorbono l’inquinamento e preservano il lago. Esiste qualcosa di più affascinante di un gruppo di uomini, un pò burberi all’apparenza, che ama in modo dolce e forte la natura?

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# giorno 5

Grazie all’incontro/scontro con la povertà. Ci sono inciampata senza strumenti per capirla. Sono andata in confusione nel momento in cui ho conosciuto persone e famiglie che vivono nella miseria. E’ stato come ricevere uno schiaffo in pieno volto. Ho capito piano e con un dolore nel petto che non ci si puó abituare mai alla povertà. Sarebbe come abituarsi ad un’ingustizia immensa. Forse per questo il mondo chiude gli occhi. Ho compreso che se io li apro, gli occhi, se la guardo quella miseria così disturbante, posso diventare una donna migliore.

 

# giorno 6

Grazie ad Andrea, che durante il rito spirituale, nonostante il mio scetticismo iniziale, mi ha insegnato come si può dire grazie.

Grazie a Chico, autorità indigena, che mi ha spiegato il mio Nahual secondo la cosmovisione Maya, facendomi emozionare e rendendo quelli che da una vita ho considerato difetti, punti di forza.

 

# giorno 7

Grazie a Santi, animo dolce e forte.

Grazie a Lidia, donna alfa dai modi eleganti.

Grazie a David, artista dalla voce sconvolgente.

Loro sono tre dei giovani che rendono il Guatemala un paese virtuoso. Ci hanno accompagnato durante il viaggio permettendoci di coltivare l’amicizia, nonostante le diversità evidenti nelle nostre reciproche vite.

 

#giorno 8

Grazie alla musica che unisce le persone di tutto il mondo. Ho ascoltato Pavarotti con Miguel un pescatore con due figli meravigliosi. Ho ballato con Luis, cuoco e principe del divertimento, mentre Ugo, compagno di viaggio, suonava su due bidoni di plastica.

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#giorno 9

Grazie alla comunità di Nuevo Horizonte e agli ex combattenti. Per i loro ideali di società comunitaria. Per averci raccontato gli anni della guerra. Per avere la forza dei grandi eroi della storia e l’umiltà gentile degli spiriti per sempre giovani. Grazie Manuelito, grazie Petrona, grazie Morales, grazie Tania, grazie Rony. Conoscervi è stato un onore.

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#giorno 10

Grazie alla natura selvaggia che oltre ad essere incantevole mi ha permesso di confrontarmi con le mie paure e scoprire che si possono sconfiggere. Come? Tuffandocisi, che sia in groppa ai cavalli, nella giungla fitta o nell’oceano dove ci sono gli squali. Il coraggio e il divertimento nasce sempre da un pizzico di sana incoscienza.

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#giorno 11

Grazie alle donne che aiutano le donne. In ogni paesino esiste un’associazione dove delle coraggiose mujeres aiutano le donne nell’emancipazione, insegnando loro un lavoro, dando supporto legale, economico o psicologico. La scarsità di mezzi non ferma questi magnifici esseri umani a fare cio’ che è giusto.

E’ per questo motivo che Alessandro dice sempre che il Guatemala è femmina.

E’ per questo motivo che il titolo del mio testo è grammaticalmente scorretto.

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#giorno 12

Grazie ai sorrisi delle persone, grazie perchè insegnate a me, che vengo da un mondo con piu’ benessere e meno gioia, che per un sorriso basta poco. Che un sorriso migliora le giornate, i rapporti tra le persone, e, alla fine, migliora la vita.

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#giorno 13

Grazie alla mia roccia, nonchè fidanzato, Francesco, che mi ha spronata a partire.

 

#giorno 14

Grazie ai miei compagni di viaggio. A Francesca, per la sua sincerità schietta e i consigli da mamma. Grazie ad Ugo, per la sua genuinità spiazzante e per avermi fatto ridere di me stessa. Grazie a Valeria, perchè parlare con lei è stato come alleggerire il mio spirito dalle contraddizioni che mi porto dentro.

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#giorno 15

Grazie Alessandro. Perchè mi ha stimolata ad essere una viaggiatrice, facendomi aprire il cuore non come una turista ma come una vera esploratrice. Quello che ha creato, il suo viaggio, è un gioiello meraviglioso.

 

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Arrivederci Guatemala, sei stata un’insegnate fantastica.

Se avete voglia di tuffarvici anche voi, nel Guatemala,

questo è il sito: www.thelabyrinth.it

e questo è l’indirizzo email a cui rivolgersi: info@thelabyrinth.it 

 

Be brave.

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12 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paola ha detto:

    Una sola parola
    GRAZIE
    A te

  2. Andre ha detto:

    Che meraviglia, mi sono emozionato Carolì! Che coraggiosa che sei

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie di cuore Andre!

  3. Rosy ha detto:

    hai il potere di arrivare al cuore cara,
    il sorriso di cui parli è arrivato fino alla mia camera di ospedale e lha illuminata.ciao continua a scrivere

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie di cuore Rosy, ti auguro tutto il meglio e sono felice felice che il Guatemala abbia illuminato, un po’, anche te!

  4. MARTY ha detto:

    mi hai fatto venire di andarci anche a me! maledetta:)

    1. Carola A. ha detto:

      Ahahah 😂. Sinceramente… dovresti farlo🌸😉

  5. Francy ha detto:

    Il mio preferito è il giorno 8. E tu sai il perchè 😉

    1. Carola A. ha detto:

      Oh sì che lo so ♥️

  6. Gioia ha detto:

    Un bellissimo racconto che fa venire voglia di andarci!

    1. Carola A. ha detto:

      Grazie Gioia! E’ stato davvero un viaggio sorprendente 🙂

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